Le Gorges du Verdon
Le Gorges du Verdon erano da un po’ nella mia lista di posti da visitare e, dopo che ci sono andata, ho capito perché non avessi mai abbandonato quest’idea.
Siamo arrivati prima a Bauduen, un caratteristico paesino molto bello sulla riva del lago de Sainte-Croix. Mi dispiace dirlo, ma non abbiamo visitato il paesino per colpa del caldo; ci siamo fermati a bere un caffè e ho riscoperto un dolce francese che piaceva alla mia nonna materna: il palmier.
Siamo entrati in questo baretto cercando un caffè e un croissant per una seconda colazione. Erano finiti e così ho scelto un palmier, non molto convinta. Dalla serie “le sorprese non mancano mai”: era il palmier più buono che avessi mai mangiato. Ho gustato ogni morso e, da quel giorno, ho mangiato palmier quasi tutti i giorni mentre eravamo in Francia.
Abbiamo fatto un giro nei dintorni, incantati dal colore del lago. Come appare nelle foto, così è nella realtà. Non c’è nessun filtro. Ero incantata. Ci sono anche delle piccole spiagge dove le persone si fermano a prendere il sole e a fare il bagno.
Eravamo ancora un po’ confusi su quale fosse il miglior punto per visitare le Gorges du Verdon e il ragazzo del bar ci ha indicato il punto preciso, che si è rivelato davvero il migliore: Pont du Galetas. Sotto avevo messo la cartina con il punto in cui si trova il ponte che separa il lago dalle gorges. Studiando il percorso il giorno prima, molte indicazioni suggerivano di fare il giro dalla parte superiore del lago. Non è necessario. Noi lo abbiamo fatto un altro giorno per andare ai campi di lavanda a Valensole ed è un bel giro, ma non indispensabile se si vogliono vedere le gorges.
Dopo la fermata al lago de Sainte-Croix, siamo arrivati alle Gorges du Verdon e lo stupore per i colori è stato ancora più grande. Abbiamo scoperto che ci si poteva addentrare nella gola con pedalò e piccole barche elettriche. Siamo riusciti a prendere uno degli ultimi pedalò ancora sul pontile e a inoltrarci nella gola.
Che dire? Bellezza. Una bellezza intensa. Colori indescrivibili e una tranquillità pazzesca. Nonostante ci fossero molte persone, c’erano solo mezzi senza motore e questo faceva tutta la differenza.














