Concentra le tue attenzioni su quello che ti viene bene
Sono sempre più convinta che il segreto per la felicità sia ascoltare se stessi e, di conseguenza, essere fedeli a se stessi.
Noi nasciamo completi. Abbiamo già dentro di noi… noi.
Durante la nostra crescita veniamo imbottiti di regole e influenzati direttamente dalla società in cui viviamo, e impariamo a cercare fuori risposte che, ahimè, abbiamo già dentro.
Cominciamo a credere che, per stare bene, dobbiamo raggiungere questo o quell’obiettivo e, per farlo, fare questo o quel lavoro, acquisire questa o quella abilità o routine.
Poi riusciamo a raggiungere alcuni di questi obiettivi, ma ci meravigliamo quando, dopo una prima soddisfazione iniziale, sembra tutto uguale. Non sentiamo quella soddisfazione interna che pensavamo di raggiungere.
Questo perché abbiamo seguito modelli esterni, quelli che il mondo ci mostra come ideali.
Ma noi siamo già dotati di talenti e caratteristiche nostre, che puntualmente ignoriamo, pensando che inseguendo modelli esterni raggiungeremo la felicità.
La felicità arriva – e permane – quando siamo noi stessi, quando siamo ciò che abbiamo dentro.
Avete mai sentito quella battuta su un pesce che nuota benissimo ma non sarà mai bravo a volare? Ecco.
Uno può dire: ok, ma come faccio a capire le mie caratteristiche?
Smettendo di cercarle fuori, prima di tutto. Smettendo di pensare che quello che fanno gli altri sia la cosa migliore per noi.
Poi, lasciando che le nostre abilità e i nostri talenti vengano fuori. Man mano che lo permetteremo, ci capiteranno sempre più momenti in cui ci dimenticheremo dell’orologio, del tempo, talmente saremo assorti, presi e dentro ciò che facciamo.
Cosa ci piace fare, al di fuori di lavoro, denaro o cerchio sociale?
Cosa “ci viene bene”, senza particolari sforzi?
Ecco, si comincia da qui.
Poi è certo che bisogna migliorarsi, allenarsi, praticare, ma saremo sulla strada giusta, una strada che percorreremo senza dubbi né rimorsi.
Dobbiamo avere il coraggio di farlo, perché è il modo di stare bene, di sentire che la nostra vita ha un senso e di volerla rendere un capolavoro.
Perché spesso ci viene detto di sforzarci su ciò in cui non siamo bravi?
Ma perché?
È ovvio che non sarò mai un’eccellenza in qualcosa che non è nelle mie corde. Con molto impegno e fatica posso anche diventare relativamente bravo, ma non sarà mai una vera realizzazione.
E costerà molta più fatica, perché staremo remando controcorrente, spenderemo energia e vita a percorrere una strada che non è la nostra e che, nonostante gli sforzi, non ci porterà mai dove vogliamo andare.
Mi viene in mente Phelps, il pluripremiato atleta del nuoto. Ha un fisico particolarmente adatto al nuoto: tronco lungo e gambe non troppo lunghe. Immaginate se qualcuno gli avesse messo in testa di fare corsa invece di seguire la sua naturale propensione. Con tutto l’impegno del mondo non avrebbe mai raggiunto ciò che ha raggiunto seguendo il suo vero talento.
Fare ciò che ci viene meglio non è pigrizia.
Non è renderci il compito facile evitando le difficoltà.
Fare ciò che ci viene meglio è la scelta più intelligente – e più onesta – che possiamo fare nella nostra vita.